stampa | chiudi

La valle delle Prigioni

La valle delle Prigioni - (sentieri 6-22-5)
"Il fascino della natura selvaggia ed incontaminata"

Questo itinerario ad anello è uno dei classici percorsi dell'Appennino umbro-marchigiano. Situato nel versante settentrionale del Monte Cucco, il  percorso si svolge a quote relativamente basse, pertanto può essere effettuato durante tutto l'arco dell'anno. Il mio consiglio è di effettuare questa escursione  in primavera, quando le numerose specie botaniche (foto  1 -  2) che sono presenti nella zona sono  fiorite. L'unica avvertenza è di evitare di fare il percorso durante i periodi di forti piogge, in quanto l'itinerario segue, in prevalenza, il letto di torrenti che normalmente hanno una portata minima di acqua, ma si ingrossano durante tali eventi, rendendo difficoltoso, se non impossibile, l'itinerario.

Punti di accesso : Per chi viene dalle Marche, si raggiunge il paese di Sassoferrato e si percorre la strada statale in direzione di Scheggia, poco prima di arrivare all'abitato di Isola Fossara la segnaletica stradale indica gli abitati di Coldipeccio e Pascelupo. Il mio consiglio è di lasciare l'auto nei pressi del piccolo cimitero posto fra i due paesi.
Venendo dall'Umbria, si arriva all'abitato di Sceggia e si prosegue per Sassoferrato, superato l'abitato di Isola Fossara si arriva in breve all'incrocio sopra descritto.

Relazione : Entrati nell'abitato di Pascelupo (m. 529), di fronte alla chiesa del paese si individua una casa da poco ristrutturata. Sulla destra, dove è posto il lavatoio si prende una strada sterrata che scende fino all'edificio per la captazione dell'acqua (m. 475 - h 0.20).
Poche decine di metri prima di questo edificio su un pilone della linea elettrica si nota una vistosa S. Da qui  parte  il sentiero che  all'inizio  rimane  un po’ nascosto fra i  cespugli, ma fatti pochi passi  si fa più evidente. Il percorso segue ora le condotte dell'acqua e risale Il versante orografico sinistro della Valle delle Prigioni.
Dopo circa 20 minuti, a quota 545 m. si incontra un cunicolo di circa 30 metri. Il tratto in questione è stato scavato nelle roccia per permettere il passaggio dei tubi dell'acquedotto e il lato verso la valle è stato chiuso con un muro dove sono state ricavate delle feritoie. L'attraversamento del cunicolo non presenta nessuna difficoltà, l'importante è stare attenti a non battere la testa su qualche spuntone di roccia.
Via via che si sale, la vallata si restringe fino ad entrare nella gola scavata dal torrente. Si attraversa il torrente (in caso di piogge copiose fare molta attenzione) e si continua a salire tenendosi sul versante orografico di destra, per attraversare di nuovo il torrente nel punto più stretto della gola chiamato "Scarpa del Diavolo" dove un tetto di roccia crea quasi un arco ( m. 620 - h 0.20). Ora si ritorna a salire sul versante orografico sinistro del torrente che si attraversa di nuovo nei pressi della sorgente dove è posta anche la fonte (m. 706 - h 0.25).
Poco prima della fonte, sulla destra, si notano i segni dell'itinerario N° 22 che risale il fosso di Beto. Si segue questo percorso all'interno di uno spettacolare bosco di faggi, dove a tratti si notano i segni lasciati dall'uomo come le  piazzole  usate per le carbonaie ancora riconoscibili dalla presenza di pezzetti di carbone ed addirittura il rudere di un riparo.
Si risale l'invaso fin quando non si incontra un altro fosso sulla sinistra (m. 725 - h 0.30), si continua per questo e dopo alcune decine di metri, un segno indica il sentiero che risale a destra dove si supera un dosso.
Dopo aver attraversato per l'ennesima volta il letto del fosso il percorso inizia a risalire il versante sud del monte Motette, e dopo alcune svolte si incrocia con il sentiero N° 6 che sale da Coldipeccio .  Si  prosegue verso Ovest ed in breve si raggiunge Pian di Rolla (m. 968 - h 0.45 ore 2.30 dalla partenza) dove si trova anche una fonte. Da qui si può salire il Monte Motette (m. 1331 - h 1.10) per l'ampia cresta Sud-ovest.
Al ritorno si ripercorre un tratto del sentiero già fatto, fino al bivio con l'itinerario N° 22.  Si continua  sul sentiero N° 6 che attraversa il  bosco e in circa 25 minuti si arriva alla piccola Fonte di S. Giglio (m. 930).  Ora si attraversa un  pianoro, e si svolta a destra seguendo il crinale che delimita il prato sul versante rivolto ad Est, fino ad individuare il sentiero che scende.  Si percorre questo ultimo tratto in leggera discesa fino all'abitato di Coldipeccio (m. 604 - h 1.15: ore 1.40 da Pian di Rolla). Seguendo la strada asfaltata in 15 minuti si arriva alle auto.