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Dalla Badia di Sitria a Fonte Avellana

6 bis - Dalla Badia di Sitria a Fonte Avellana ( a piedi attraverso il sentiero Calecchie)
"Natura, storia, spiritualità"

 

Il Sentiero che conduce dalla Badia di Sitria a Fonte Avellana si raggiunge attraverso la S.S. Arceviese; si arriva al piccolo centro di Isola Fossara (Fraz. Di Scheggia) e si prosegue per Serra S.Abbondio, nella stretta Valle del T.Artino, dove a circa 1.5 km da Isola si trova la Badia di Sitria.  Qui si può parcheggiare . Il sentiero  si prende in loc. Confibio all’altezza del ponte dove le acque del fosso Nocria confluiscono in quelle dell’Artino, poco prima della Badia, sulla sinistra. Dopo aver guadato il T. Nocria, il sentiero ci conduce in una zona di radura colonizzata da ginestre, anemoni, prugnoli, rose canine e rovi; successivamente ci si inoltra nel bosco ceduo dove predominano piante sciafile: orniello, carpino, nocciolo e corniolo che crescono all’ombra di roverelle e cerri. Questo tipo di vegetazione offre riparo e cibo a molte specie animali; infatti la maggior parte delle piante presenti, produce frutti carnosi  (prugnolo, corniolo, rosa canina e rovi) appetiti dagli uccelli e da diversi altri vertebrati. Si procede, quindi, per prati sommitali dai quali  è possibile scorgere uno splendido panorama: a sud la Valle si presenta coperta da una rigogliosa vegetazione costituita principalmente da bosco ceduo, mentre a nord si ammira in lontananza il Monastero di Fonte Avellana circondato da boschi di castagni, lecci, aceri ed ontani che in autunno si trasformano in una  miriade di colori proprio perché ricchi di specie diverse. E’ un vero mosaico di ambienti che si susseguono e si incastrano in modo straordinario.  Interesse merita, inoltre, la vegetazione ripariale dove vivono numerose specie di insetti che costituiscono la base della piramide alimentare dell’ecosistema bosco e di quello fluviale; basta pensare che la sopravvivenza di cince, scriccioli, luì piccoli, averle, assioli ed ancora ricci, talpe, topiragno è garantita quasi esclusivamente dalla presenza degli insetti.
In alcuni tratti il sentiero attraversa fossi che soprattutto in inverno, riforniscono di acqua il T.Artino. Questi piccoli torrenti sono popolati da crostacei, anfibi e macroinvertebrati (plecotteri, efemerotteri e tricotteri): organismi estremamente delicati e sensibili nei confronti dell’inquinamento. La varietà degli ambienti, dei colori, dei suoni, delle forme di vita presenti e la continuità tra i diversi ecosistemi, rende questi luoghi pieni di fascino e di magia, forse la stessa che ha guidato pellegrini e viandanti lungo i sentieri dello spirito.