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Diverticulum ab Helvillo-Anconam

Diverticulum ab Helvillo-Anconam
"Sulle tracce degli antichi romani"


Inoltrarsi sulle orme del Diverticulum significa non soltanto immergersi nella natura ma anche cogliere il fascino del percorrere, dopo secoli, gli stessi sentieri e gli stessi luoghi che furono teatro di chi sa quali avvenimenti, il procedere, insomma, “sulle vestigia degli antichi padri”. L’itinerario inizia attraversando il bosco mesofilo di orno-ostreto caratterizzato dalla presenza di carpino nero e ornello cui si associano aceri e cerro nella volta arborea, mentre nel sottobosco si può osservare la presenza di corniolo, prugnolo selvatico, biancospino, ligustro e qualche esemplare di pungitopo e dafne. Questo bosco ricopre il versante più fresco della sottostante Valle Alceto, attraversata dall’antico diverticulum deviante dal tracciato principale della Via Flaminia. Quest’ultima, nata come via militare, fu costruita verso il220 a.C. dal Console Gaio Flaminio e collegava Roma a Rimini, attraversando Nocera, Fossato, Fano. La sua costruzione non fu delle più agevoli da realizzare a causa della natura del terreno montuoso, franoso, ricco di corsi d’acqua, ma vista l’importanza del tracciato si superarono tali difficoltà ricorrendo a costruzioni, quali muri di sostruzione, ponti, viadotti, opere in cui i Romani eccellevano e che tuttora ponteggiano il tracciato dell’antica via, come il Ponte di S. Giovanni, sito nei pressi dell’attuale cimitero di Fossato di Vico. E’ proprio da questo luogo che si dipartiva il Diverticulum ad Helvillo-Anconam, giusto nelle vicinanze dell’antico Helvillum (odierno borgo di Fossato di Vico), non a caso mansio nota sin dall’antichità  e ricordata nei vari itinerari romani in virtù della sua centralità viaria .
Oltre che per l’importanza storica, l’itinerario si presenta particolarmente bello anche da un punto di vista naturalistico. Il primo tratto in primavera è bordato da: erba trinità (Hepatica nobilis), scilla (Scilla bifolia), anemoni, primule viole che formano spettacolari macchie di colori quando ancora nello strato arboreo soltanto il corniolo presenta la tipica fioritura gialla che precede quella di tutti gli altri alberi. Dopo circa 1,5 km il bosco lascia il posto a prati-pascoli secondari (ottenuti cioè dalla attività dell’uomo), tra cui  di particolare interesse si presenta una zona umida sita appena prima del Sasso della Rocca. In questo punto il Diverticulum prosegue attraverso pascoli xerici verso il passo di Chiaromonte, diretto a Sassoferrato , ma il nostro itinerario si dirige verso il valico di Fossato, continuando per il sentiero n.9, incontrando prati con una fioritura  di forte suggestione, soprattutto in primavera, quando primule, non ti scordar di me, viole, ranuncoli, anemoni e numerose orchidee li ricoprono susseguendosi in una variazione cromatica di raro spettacolo. Incantevole si presenta il panorama sulla piccola vetta a m.832 prima di scendere verso il valico. Qui la posizione dominante sull’ambiente circostante permette di ammirare il paesaggio in un’ampia visuale spaziando con la vista al versante marchigiano dell’Appennino ed ai sottostanti paesi pedemontani.
Da qui si ridiscendono i prati fino all’imbocco della pineta che attraverso un breve tratto in discesa conduce al valico.   

La storia
La collocazione strategica  di Fossato di Vico posto al confine con le Marche, e dunque naturale porta d’accesso verso il mare Adriatico, è stata colta sin dagli albori della civiltà italica. Già le più antiche popolazioni italiche valicavano l’Appennino passando attraverso quello che poi fu il Diverticulum, in quanto risultava la via più agevole: a riprova di ciò, è stato possibile constatare, grazie a ritrovamenti archeologici, la preesistenza di una pista battuta risalente al pieno sviluppo della società picena (fine sec. VII-VI a.C.).
Superato il suddetto ponte di San Giovanni in cocci di calcare, il Diverticulum puntava al valico di Fossato fino al passo Croce dell’Appennino(760 m. s.l.m.) dove sorgeva un ospizio, definito in un documento del1290 Tribium Hospitalis, da alcuni identificato come ospizio di San Lorenzo. Questo era posto in un punto dove il Diverticulum si divideva in tre rami, diretti a:
1-Sassoferrato (antica Sentinum), tramite il passo di Chiaromonte.
2-Fabriano, lungo un percorso che collegava molte ville e castelli (Campodiegoli, Varano, Marischio, Sassoferrato ).
3-Tuficum (odierna Atteggio, frazione di Fabriano), dopo aver superato il valico di Fossato.
Da ricordare infine che per alcuni illustri storici (Bury, Bertolini) questi luoghi sono stati il vero teatro della battaglia di Tagina, combattutasi nel giugno del 552 tra Narsete e Totila, durante la guerra greco-gotica. Il percorso è rimasto per lo più invariato fino alla prima metà del sec. XVIII: infatti anche dopo la caduta dell’impero romano, la copiosa fioritura  di eremi ed abbazie prima e l’ estensione della diocesi di Nocera fino al territorio marchigiano poi, fecero sì che il Diverticulm rimanesse per secoli un ‘importante via di comunicazione. Pertanto è d’obbligo conservare il più possibile l’integrità di questo sentiero suggestivo.