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Fossato di Vico

Sin dall'età dei metalli sono riscontrabili in questo territorio tracce di presenza umana, mentre all'epoca degli Italici (1° millennio a.C.) vengono fatti risalire i più antichi reperti archeologici (manufatti bronzei). E' l'epoca in cui la vita della popolazione si svolgeva sugli Appennini ed in cui gli abitanti dei versanti opposti all'area del Valico effettuavano gli scambi. Molto più tardi, nel III secolo a.C. le popolazioni iniziarono a scendere a Valle e fondarono ''Helvillum''. Questa popolazione continuò a parlare la lingua Umbra, come si evince da una iscrizione del II sec. a.C., elemento di un tempio dedicato alla dea Cupra.
Del periodo Romano si hanno numerose tracce, che testimoniano l'importanza del paese, infatti è il solo insediamento ad essere riportato in tutti e quattro gli ''Itineraria'' del territorio ed è anche l'unica ''mansio'' esistente tra Roma e Fano. Elvillum scompare nel VI sec. d.C., durante la guerra tra i Goti ed i Bizantini, che si concluse con la vittoria dei Bizantini, furono probabilmente questi ultimi a costruire il Castello di Fossato ''Roccaccio''. Il Castello svolse un ruolo fondamentale nella difesa del Corridoio Bizantino dagli attacchi dei Longobardi, padroni della Flaminia da Terni a Gualdo Tadino. Nel corso del XII sec. i nobili successori di Vico, figlio del Conte di Nocera, nel 996 ottenne dall'Imperatore Ottone III il Vicariato su "castrum fossati'', scompaiono dalla storia di Fossato e subentra la famiglia Bulgarello che governo Fossato per un secolo, in questo periodo il paese visse la fase più intensa della sua storia:

Dopo questa fase i Bulgarello spariscono dalla storia di Fossato però come tutto lascia credere, sotto di loro, era stato costruito ai piedi del primo, il secondo "castrum fossati".
Poco dopo divenne Comune e si dotò degli '' Statuta'' tra i più antichi dell'Umbria.
Con la sottomissione alla Stato Pontificio (1540) finisce il periodo della libertà Comunale. La discesa di Napoleone in Italia (1808-1814) scosse lo Stato Pontificio, trasformando Fossato in una dogana (Osteria del Gatto) tra il Regno d'Italia ed il Regno di Francia di cui faceva parte la vicina Gualdo. Caduto Napoleone, Fossato resterà dominio del risorto Governo Pontifico. Nel 1860 viene annesso al Regno d'Italia.
Alcune località di Fossato di Vico hanno origine antichissima (Palazzolo - Colbassano - Purello) così la straordinaria Ghea, un tempo prima ''plebs'', poi ''curtis'' poi ''curia'' poi ''castrum'' infine ''villa'', mentre oggi solo sede del Santuario.